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Caravan: proposta per viaggiare a 100 km/h in autostrada

InCaravan Club Italia, ACIT e Tuttocaravan chiedono una modifica del Codice della Strada per avvicinare la normativa italiana agli standard già adottati in diversi Paesi europei.

Portare a 100 km/h il limite di velocità in autostrada e a 80 km/h quello sulle strade extraurbane per i complessi veicolari leggeri composti da autovettura e caravan. È la proposta formulata dal Direttivo di InCaravan Club Italia, insieme ad ACIT e allo staff del Forum di Tuttocaravan, con una nuova istanza di modifica del Codice della Strada.

A sostegno dell’iniziativa è intervenuto Massimo Botticella, Presidente di InCaravan Club Italia APS, che ha dichiarato:

«L’adeguamento dei limiti di velocità non è solo una questione di fluidità del traffico, ma rappresenta un passo fondamentale verso la piena integrazione del turismo itinerante italiano nel contesto europeo. Uniformare l’Italia agli standard europei significa valorizzare una forma di turismo sostenibile e sicuro, garantendo ai viaggiatori le stesse condizioni di mobilità già presenti nella maggior parte dei Paesi dell’Unione».

Nella maggior parte degli Stati europei, infatti, i limiti vigenti per i complessi con rimorchio leggero – di massa complessiva inferiore a 3,5 tonnellate e rispondenti a determinati requisiti di sicurezza – risultano superiori a quelli italiani.

Sul piano tecnico della sicurezza è intervenuto Maurizio Brioschi, Presidente di ACIT APS, sottolineando l’evoluzione del settore:

«Le moderne caravan e i veicoli trainanti odierni dispongono di sistemi di sicurezza attiva e passiva estremamente avanzati, come stabilizzatori d’aggancio e controllo elettronico della sbandata. Questi presidi tecnologici giustificano ampiamente il superamento di norme nazionali ormai anacronistiche. La nostra proposta non intacca minimamente la sicurezza sulle strade, ma riconosce l’efficacia della tecnologia attuale».

L’iniziativa si pone pertanto l’obiettivo, perseguito ormai da anni dalle associazioni di settore, di uniformare la normativa nazionale agli standard comunitari. Si attendono ora i successivi sviluppi dell’iter parlamentare e governativo, auspicando un concreto e fattivo interessamento da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti competente.