Interviste italiane

Claudio Crosiglia, Ecosan

C’era una volta “The King of the Toilet”

Così era soprannominato il fondatore di Ecosan, che a 81 anni è ancora sulla breccia e continua a guidare l’azienda con sguardo lucido e proiettato al futuro. Lo abbiamo incontrato per scoprire come è cambiato in oltre 40 anni il settore di componenti e accessori per i veicoli ricreazionali

Testo di Giovan Battista Bertolani

Camper Professional ha incontrato Claudio Crosiglia, fondatore e storico titolare di Ecosan, nella sede della sua azienda. A 81 anni, Crosiglia continua a essere pienamente attivo e lucido, con uno sguardo sempre rivolto al futuro. Imprenditore di lungo corso, incarna una generazione per cui il lavoro è molto più di un dovere: è passione, curiosità, desiderio costante di migliorarsi. Ed è proprio questa passione, come ci ha raccontato lui stesso, a tenerlo ancora oggi sulla breccia, con entusiasmo e salute invidiabili.

Camper Professional – Ci parli un po’ di come è nata Ecosan, azienda storica del settore del plein air, partner da sempre di marchi importantissimi come Thetford, Dometic, Shurflo e molti altri.

Claudio Crosiglia – Quella di Ecosan è una storia che arriva da lontano, quando, alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, giovane apprendista presso la Electrolux mi trasferii nelle Marche insieme a mia moglie. Lì, il forte terremoto del 1972 (7° grado della scala Mercalli, ndr) ci costrinse ad abitare per due mesi in una roulotte, esperienza che, per quanto non voluta, ci fece sviluppare la passione per il veicolo ricrea­zionale e gli accessori a esso dedicati. Le scosse però erano continue e chiedemmo quindi di poter tornare a Milano. Lì ci fu data l’opportunità di incontrare i dirigenti di alcune aziende americane con cui Electrolux aveva fatto delle joint-venture, tra cui la Monogram Industries che realizzava toilette per treni, aerei, navi e altro, allargando così la tipologia della clientela. Nel 1975 nasce così, con il beneplacito di Electrolux, la Ecosan Srl, che si posizionava come trait d’union tra svedesi e americani.

Camper Professional – Quali sono i primi prodotti che avete lanciato e come sono stati accolti dal mercato?

Claudio Crosiglia – Sfruttando le precedenti esperienze – tra le quali le frequenti visite negli Stati Uniti, alla Monogram in particolare che fabbricava anche toilette per RV – mi sono proposto ai principali costruttori italiani di veicoli ricreazionali, come per esempio l’Arca dei signori Cogliati di cui ero quasi coetaneo.

Camper Professional – E cosa forniva all’Arca in quegli anni?

Claudio Crosiglia – Fornivo sistemi sanitari con lo scarico diretto nel serbatoio, si chiamavano Classic, ma anche toilette portatili (tipo PortaPotti per intenderci…) che si chiamavano Tota2. Le racconterò un aneddoto a questo proposito: noi esponevamo a Torino, una delle prime edizioni di Caravan Europa, e qualche torinese doc storse il naso perché in dialetto piemontese “tota” vuol dire “signorina, ragazza”, però era una toilette talmente futuribile all’epoca che ebbe comunque un grande successo.

Camper Professional – Partecipava solo a Caravan Europa?

Claudio Crosiglia – Macché! Quelli erano anni d’oro: facevamo fino a dieci fiere in un anno! Erano tante le aziende con cui collaboravamo, come Laika, Mobilvetta, con il signor Giotti che conobbi personalmente perché per esigenze di lavoro presi una casetta a Tavernelle Val di Pesa, ma anche Barbieri dell’Arca. Il figlio di Barbieri, Claudio, mi chiamava “The King of the Toilet”. Durante una fiera che facemmo a Calenzano, il camper Arca, in seguito a una specie di fortunale, sprofondò nel terreno e noi ci adoperammo per tirarlo fuori e ospitammo poi tutti nel nostro stand… I rapporti personali erano molto diversi una volta.

Camper Professional – Oggi il vostro core business è sempre costitui­to dal veicolo ricreazionale?

Claudio Crosiglia – Sì ma non solo. C’è la nautica, per esempio, e per molti anni abbiamo seguito anche il mercato della cantieristica e degli aventi, che ha beneficiato dei nostri prodotti come le toilette portatili da cantiere: un articolo che importammo dagli Stati Uniti dove ne facevano un vero vanto soprattutto nella gestione dei parchi nazionali. Si figuri che le prime erano in legno di sequoia, un’essenza naturalmente idrorepellente e anche bella da vedere! In quelle più grandi, usate magari per i ricevimenti, c’era addirittura l’aria condizionata!

Camper Professional – Come è strutturato oggi il catalogo di Ecosan?

Claudio Crosiglia – Il nostro è un catalogo essenzialmente tecnico, ma non vogliamo essere dei tuttologi, abbiamo preferito un numero non eccessivo di prodotti ma che fossero sperimentati ed efficaci. In questo modo possiamo fornire un servizio migliore, in quanto quello che distribuiamo lo conosciamo a fondo. Possiamo fornire così un servizio migliore ad aziende e privati.

Camper Professional – Quali sono i vostri maggiori partner commerciali?

Claudio Crosiglia – Sicuramente Thetford, ma ci sono anche Dometic, nel settore Marine per i sistemi sanitari Vacuflush, e Shurflo, di cui siamo stati distributori per moltissimi anni. Alcuni settori come quello del fotovoltaico li abbiamo un po’ abbandonati, perché stanno diventando un po’ “ballerini”…

Camper Professional – Ecosan è stata per anni sinonimo di prodotti “esotici”, specialmente americani. Come è nata questa passione?

Claudio Crosiglia – Prendo come esempio il caso delle valvole Valterra. Ero alla fiera di Louisville, nel Kentucky, dove ho visto queste valvole che mi piacquero più di quelle che si facevano da noi: avevano molti accessori, come tubi di raccordo e altro, e decisi di importarle. Anche il Fan-tastic-vent fu una grande acquisizione. Come oblò ventilato era un prodotto d’avanguardia, robusto, silenzioso e funzionale. Un’idea che mutuammo dai prodotti USA fu il boiler esterno per le caravan, il mitico “Mayor”, che facemmo costruire in Italia. Le toilette Spacemaster furono un altro prodotto che fornimmo a molti produttori italiani.

Camper Professional – Com’è il rapporto con i suoi concorrenti?

Claudio Crosiglia – Adesso le cose sono un po’ cambiate. Prima non si era avversari, ma colleghi, e si faceva amicizia molto spesso tra proprietari di aziende che erano di fatto concorrenti. Io, per esempio, avevo un ottimo rapporto con i signori Pozzi di Fiamma come può vedere da questa foto (mi mostra una foto, ndr) dove sono con Costantino Pozzi alla fiera di Louisville: una persona simpatica e affabile.

Camper Professional – Come percepisce la svolta green nel campo dei prodotti per le toilette di bordo? È qualcosa che il mercato chiede?

Claudio Crosiglia – Sì, il mercato la richiede. Purtroppo i prodotti biologici, come quelli a base enzimatica, sono efficaci, ma hanno necessità di un uso attento e consapevole, che tenga conto anche di alcune limitazioni. I prodotti chimici, che negli anni sono indubbiamente migliorati dal punto di vista della sicurezza ambientale, hanno bisogno di minor attenzione da parte dell’utente nel loro utilizzo, e forse è anche per questo che sono ancora così diffusi. Io molti anni fa valutai l’importazione di una toilette compostante come quelle che si usano in Svezia anche per le abitazioni, ma la complessità e le limitazioni di utilizzo alla fine fecero naufragare il progetto. Indubbiamente, però, gli avanzamenti tecnologici in questo campo alla fine forniranno prodotti non solo efficaci, ma anche facili da utilizzare.

Camper Professional – Come vede le prospettive del suo settore?

Claudio Crosiglia – Noi stiamo offrendo alle prossime generazioni un mercato servito su un piatto d’argento. Starà a chi verrà dopo di noi far diventare questo piatto d’oro… o d’alluminio. Ormai è finita l’epoca degli artigiani, e sono ormai quasi tutte piccole o medie industrie. Quello che si è perso in fantasia e spontaneità si è guadagnato in strutture più solide sia dal punto di vista tecnico che commerciale. Io ho assistito all’evoluzione di molti prodotti nati dalla fantasia e dalle intuizioni di un manipolo di volenterosi, prodotti che oggi nascono dalla ricerca e non ultima dall’intervento dell’Intelligenza Artificiale. Il cambio generazionale attualmente in atto, se ben gestito, porterà con sé un plein air più moderno e facile da gestire. Anche se una volta chi possedeva un camper doveva sapersela cavare in ogni situazione, un domani non avrà necessità di stare tanto a trafficare con valvole, serbatoi, centraline, perché tutto sarà più semplice. Anche se non ci saranno più quelli che avevano la nostra manualità, è vero altresì che i camperisti delle prossime generazioni non ne avranno bisogno: saranno semplicemente ambasciatori del tempo libero.