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Dimitri Zambernardi, Assofficina

Manutenzione: è il momento di mettere ordine

Una norma tecnica (ad applicazione volontaria) dedicata alla manutenzione dei veicoli ricreazionali: è l’obiettivo su cui lavora il tavolo CUNA GL11, coordinato da Dimitri Zambernardi, Presidente di Assofficina. Un progetto ambizioso che mira a qualificare le officine, tutelare l’utente finale e creare uno standard europeo condiviso per un settore in piena evoluzione

Testo di Giovanni Battista Bertolani

Negli ultimi anni, il mercato europeo dei veicoli ricreazionali ha conosciuto una forte crescita, accompagnata da una trasformazione strutturale nella filiera dell’aftermarket. Le officine specializzate sono sempre più protagoniste nella gestione del post-vendita, della manutenzione e dell’assistenza, ma si trovano spesso a operare in un contesto normativo frammentato, dove mancano riferimenti condivisi, soprattutto a livello europeo.

Proprio per colmare questo vuoto nasce l’iniziativa del tavolo tecnico CUNA GL11 – promosso in ambito UNI (Ente Italiano di Normazione) e presieduto e coordinato da Dimitri Zambernardi, Presidente di Assofficina – con l’obiettivo di sviluppare una norma tecnica dedicata alla manutenzione dei veicoli ricreazionali. Un documento che – nelle intenzioni – potrà diventare in futuro anche uno standard europeo CEN, contribuendo a rendere più professionale e sicuro l’intero settore.

La cornice normativa: CUNA e UNI
Prima di entrare nel merito dell’iniziativa, è utile comprendere il contesto istituzionale in cui ci si muove. CUNA (Commissione Tecnica di Unificazione nell’Autoveicolo) è un ente federato dell’UNI, attiva fin dal 1947, che si occupa di elaborare norme specifiche nel settore dei veicoli e dei loro componenti.
All’interno della CUNA opera la sottocommissione GL11, che dal 2023 ha avviato un lavoro specifico sui veicoli ricreazionali, in collaborazione con Assofficina, Assocamp, APC, Stellantis, Iveco Group, Truma, Acquatravel, Dekra e CNA. L’obiettivo: arrivare alla redazione di una norma tecnica volontaria (una UNI/CUNA) sulla manutenzione dei veicoli ricreazionali. Il tavolo lavora tramite quattro gruppi tematici coordinati da Zambernardi: Termotecnica, Impianto elettrico (alta/bassa tensione), Carrozzeria e Meccanica applicata (strutture portanti, portabici/verande, dinamica veicolo).
Nel mondo automotive esistono già decine di normative tecniche che regolano la manutenzione e l’assistenza. Nel comparto dei veicoli ricreazionali, invece, non esiste ancora un documento analogo. Il vuoto è evidente: l’attività delle officine – spesso molto diversa da quella delle autofficine tradizionali – è lasciata alla libera interpretazione, con il rischio di disomogeneità negli interventi, mancanza di documentazione standard, carenza di controlli di sicurezza e difficoltà nei rapporti con il cliente finale.
In questo contesto, l’introduzione di una norma tecnica volontaria rappresenta un’opportunità significativa per tutto il comparto. Da un lato, infatti, può offrire alle officine specializzate linee guida operative chiare e condivise, in grado di uniformare le pratiche e migliorare la qualità degli interventi. Allo stesso tempo, permette di valorizzare le competenze dei professionisti del settore, riconoscendone formalmente il ruolo e promuovendo standard elevati di preparazione. Un altro aspetto fondamentale riguarda la tutela della sicurezza e dei diritti del consumatore finale, che grazie alla norma potrebbe contare su parametri certi e trasparenti. Infine, la presenza di un riferimento tecnico oggettivo si rivelerebbe particolarmente utile anche in caso di eventuali controversie o situazioni di responsabilità, contribuendo a una gestione più chiara ed equa dei rapporti tra le parti coinvolte.

Per approfondire obiettivi, stato dei lavori e implicazioni della norma, abbiamo parlato con Dimitri Zambernardi, professionista con lunga esperienza nel settore e attuale coordinatore del tavolo tecnico CUNA GL11.

Camper Professional – Qual è la finalità principale di questa iniziativa?

Dimitri Zambernardi − L’idea è nata dalla constatazione che, in un mercato maturo come quello dei camper, manca una cornice tecnica di riferimento per la manutenzione. Parliamo di veicoli complessi, con impianti gas, elettrici, idrici, strutture portanti e modifiche post-vendita. L’obiettivo è creare uno standard che possa essere applicato su base volontaria, ma riconosciuto da tutta la filiera.

Camper Professional – A che punto è il lavoro del tavolo tecnico?

Dimitri Zambernardi − Abbiamo già definito la struttura della norma e i suoi principali contenuti. Ora siamo nella fase di redazione dei singoli capitoli, con il contributo attivo di esperti del settore e rappresentanti di aziende. Nel 2026 contiamo di sottoporre il testo a consultazione pubblica, come previsto dalle procedure UNI, e poi pubblicarlo come norma tecnica nazionale.

Camper Professional – Quali saranno i contenuti principali della norma?

Dimitri Zambernardi − La norma si articolerà in sezioni dedicate ai diversi ambiti della manutenzione: controlli periodici, sicurezza degli impianti, documentazione da consegnare al cliente, tracciabilità degli interventi, competenze richieste al personale, strumenti diagnostici. Vogliamo che il documento sia concreto, utile, facilmente applicabile anche da piccole officine, senza per questo rinunciare alla qualità tecnica.

Camper Professional – Che ruolo potranno avere le officine una volta che la norma sarà disponibile?

Dimitri Zambernardi − Le officine potranno decidere di aderire volontariamente alla norma e applicarla come riferimento per il proprio lavoro. Questo permetterà loro di qualificarsi, differenziarsi sul mercato e offrire ai clienti un servizio documentabile, fondato su criteri oggettivi. Sarà anche un punto di forza nei confronti delle compagnie assicurative o in caso di contenziosi.

Camper Professional – È previsto anche un percorso europeo?

Dimitri Zambernardi − Sì. Una volta che la norma sarà pubblicata a livello nazionale, ci attiveremo per presentarla al CEN e proporla come base per uno standard europeo. Abbiamo già avviato contatti con alcuni enti normatori di altri Paesi, e il feedback è positivo: tutti riconoscono la necessità di colmare questo vuoto. L’Italia potrebbe essere il Paese guida in questo percorso.

Camper Professional – Ci sono già esperienze simili in altri ambiti?

Dimitri Zambernardi − Sì, nel settore delle caravan e dei rimorchi leggeri, per esempio, esistono norme tecniche europee che definiscono controlli e revisioni periodiche. Ma per i camper e i van camperizzati non esiste ancora un riferimento condiviso. Il nostro progetto è il primo che affronta in modo organico la manutenzione dell’insieme veicolo + cellula abitativa + impianti.

Camper Professional – Quali sono, secondo lei, gli ostacoli principali a questo progetto?

Dimitri Zambernardi − Il primo ostacolo è culturale: molti operatori vedono le norme come un vincolo o una burocrazia. In realtà, una norma tecnica volontaria è uno strumento di crescita, che aiuta a distinguersi sul mercato e a lavorare meglio. Poi c’è il tema della formazione: per applicare la norma servono competenze specifiche, ma questo può diventare un volano per la crescita delle officine.

Il coinvolgimento degli operatori
Uno dei punti di forza dell’iniziativa è il coinvolgimento diretto di numerosi stakeholder del settore: officine, reti di assistenza, costruttori di camper, fornitori di componentistica, associazioni di categoria e persino alcuni enti pubblici. Questo approccio partecipativo ha permesso di definire una bozza normativa aderente alla realtà operativa e facilmente integrabile nei processi già in essere.
L’introduzione di una norma tecnica sulla manutenzione avrà ricadute significative anche per i rivenditori di veicoli ricreazionali. Innanzitutto, la norma potrà essere integrata nei programmi di estensione di garanzia, offrendo una base strutturata e riconosciuta per definire gli interventi richiesti nel tempo. Inoltre, permetterà di stabilire un piano di manutenzione ordinaria che, grazie al suo carattere tecnico e condiviso, potrà essere riconosciuto anche dai costruttori. Questo approccio contribuirà non solo a migliorare la fidelizzazione del cliente nella fase post-vendita, ma anche a rafforzare la posizione del rivenditore, offrendo un elemento concreto di garanzia e professionalità che può diventare un reale vantaggio competitivo.
Il lavoro del tavolo tecnico CUNA è destinato a lasciare un segno profondo nel comparto. L’elaborazione di una norma tecnica volontaria sulla manutenzione, con l’obiettivo di un futuro recepimento europeo, rappresenta un passo fondamentale verso un mercato più maturo, qualificato e sicuro. In un’epoca in cui professionalità, tracciabilità e fiducia sono asset fondamentali, dotarsi di uno strumento normativo condiviso è una scelta strategica. Le officine, i rivenditori e gli operatori che sapranno cogliere questa opportunità si troveranno in prima linea nell’evoluzione del settore.


L’ATTUALE NORMATIVA DI RIFERIMENTO
La normativa di riferimento per l’attività di autoriparazione è la Legge n. 122/1992, modificata dalla Legge n. 224/2012, che ha introdotto la nuova sezione della meccatronica, unificando le precedenti specializzazioni di meccanica-motoristica ed elettrauto. Dal 5 gennaio 2013, per avviare un’attività di autoriparazione non è più possibile iscriversi solo per una delle due specializzazioni, ma è obbligatoria l’abilitazione completa alla meccatronica. Le imprese già attive prima di tale data hanno avuto tempo fino al 4 gennaio 2023 per regolarizzarsi.
Chi era abilitato solo a una delle due sezioni doveva frequentare un corso regionale di qualificazione per ottenere la competenza mancante. I tecnici che non hanno adempiuto alla regolarizzazione non possono più essere preposti alla gestione tecnica dell’officina, salvo deroga per chi aveva più di 55 anni al 5 gennaio 2013 (attività consentita fino all’età pensionabile).
L’avvio dell’attività è soggetto a Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) da inviare al SUAP comunale e trasmessa alla Camera di Commercio, che effettua controlli a campione. L’obbligo di SCIA vale anche per le imprese con impatti acustici rilevanti, con modalità differenziate in base alla zonizzazione comunale. L’abilitazione tecnica è richiesta anche per officine che svolgono attività accessorie alla vendita o manutenzioni interne.
I responsabili tecnici devono avere precisi requisiti professionali, tra cui un titolo di studio tecnico (laurea o diploma), esperienza documentata nel settore come operaio qualificato, rapporto diretto con l’impresa (non tramite associazione in partecipazione). Le attività di autoriparazione si distinguono oggi in tre sezioni: Meccatronica (meccanica/elettrauto), Carrozzeria e Gommista.

IN GERMANIA SI CONTROLLA L’IMPIANTO DEL GAS
In Germania esiste una normativa specifica, ma solo per la sicurezza degli impianti a gas a bordo di camper e caravan. Tutto è regolamentato dalla norma DVGW G607, che stabilisce i requisiti tecnici e procedurali per l’ispezione periodica degli impianti a gas liquido (GPL). Il controllo è obbligatorio ogni due anni e, se superato con esito positivo, viene rilasciato un contrassegno adesivo comunemente chiamato “bollino G607”, da apporre sul veicolo.
Questo bollino non è una certificazione nel senso formale del termine (la parola “certificato” è riservata per legge agli enti di certificazione terzi accreditati) ma un segno visibile che l’impianto ha superato il controllo di sicurezza previsto dalla norma. Il controllo comprende verifiche su tenuta, funzionamento, ventilazione e sicurezza generale, e può essere eseguito solo da tecnici abilitati, muniti di specifica formazione e qualifica secondo il sistema tedesco. In assenza di questa attestazione, i veicoli non possono superare la revisione periodica prevista dalle normative europee.