Federcampeggio deve evolvere senza perdere la propria identità
Nuovo Presidente della Confederazione Italiana Campeggiatori, Emanuele Paolicelli porta in dote una lunga esperienza nella pubblica amministrazione, una profonda conoscenza del mondo associativo e una passione autentica per il turismo itinerante. In questa intervista racconta il proprio percorso, le sfide di Federcampeggio dopo i 75 anni di storia e le priorità del suo mandato: rafforzare i club, rinnovare la comunicazione, coinvolgere i giovani e consolidare il ruolo della Confederazione in Italia e a livello internazionale
Testo di Antonio Mazzucchelli
A settantacinque anni dalla sua fondazione, la Confederazione Italiana Campeggiatori si trova in un momento cruciale della propria storia. Un traguardo importante, celebrato al Salone del Camper di Parma, che non rappresenta soltanto un’occasione per guardare al passato, ma soprattutto un punto di partenza per ridefinire il ruolo della Federazione nel panorama contemporaneo del turismo all’aria aperta. Alla guida di questa fase di rinnovamento c’è Emanuele Paolicelli, nuovo Presidente nazionale da giugno 2025. Lucano, doppia laurea in materie economiche e giuridiche, ha guidato per oltre trent’anni strutture dell’Amministrazione finanziaria da cui è da poco in congedo. Cavaliere della Repubblica dal 2017, oggi prosegue l’attività di dottore commercialista e revisore legale nella consulenza giudiziaria. Campeggiatore dal 1997, ha girato e organizzato viaggi in tutta Europa e oltre, ricoprendo per dieci anni il ruolo di presidente della Federazione di Basilicata, attualmente è anche consigliere internazionale della FICC (Fédération Internationale de Camping, Caravanning et Autocaravaning).
Paolicelli porta in Federcampeggio un approccio strutturato, orientato alla governance e allo sviluppo, affiancato da una visione chiara: trasformare la Confederazione in una realtà sempre più dinamica, rappresentativa e capace di dialogare con un settore in rapida evoluzione. Il contesto, infatti, è cambiato profondamente. Il turismo itinerante sta attraversando una fase di trasformazione, tra nuove generazioni che si avvicinano con linguaggi e aspettative diverse e modelli tradizionali che mostrano segni di affaticamento. In questo scenario, Federcampeggio è chiamata a un salto di qualità: rafforzare il senso di appartenenza dei soci, rilanciare il ruolo dei club, investire sulla comunicazione e costruire nuove sinergie con i territori e con gli attori della filiera. Non si tratta solo di riorganizzare una struttura associativa, ma di ridefinire un’identità. Perché, come sottolinea lo stesso Paolicelli, Federcampeggio è prima di tutto una comunità: una rete di persone, famiglie e appassionati che condividono valori profondi come la libertà, il rispetto per l’ambiente e il piacere del viaggio lento. In questa intervista, il Presidente traccia le linee guida del suo mandato: dal rilancio del ruolo delle federazioni regionali alla centralità dei giovani, dalla necessità di una comunicazione più efficace fino al rafforzamento della presenza internazionale, anche grazie al suo ruolo nel consiglio della FICC. Un programma ambizioso, che punta a riportare Federcampeggio al centro del dibattito sul futuro del turismo outdoor.

Camper Professional – Presidente, come nasce il suo legame con il mondo del campeggio?
Emanuele Paolicelli – Il mio rapporto con il campeggio nasce negli anni ’90. Mi ha colpito fin da subito la dimensione sociale: il campeggio è un ambiente in cui si entra in contatto diretto con le persone, si condividono esperienze, si costruiscono relazioni. Ho iniziato con la roulotte, poi sono passato al camper e da lì è iniziato un lungo percorso di viaggio. Ho girato praticamente tutta l’Europa, dalla Russia al Portogallo, dalla Scozia alla Turchia, e anche oltre, fino al Nord Africa. Prima con i miei figli, poi con gli amici. Il bello del camper è proprio questo: portare con sé la propria casa, le proprie abitudini, e ritrovarsi in contesti completamente diversi. È una sensazione unica. Questa passione, condivisa con entusiasmo, è diventata contagiosa: nel tempo si è allargata a una rete sempre più ampia di amici e appassionati, fino al mio coinvolgimento attivo in Federcampeggio. Sono stato per dieci anni presidente regionale e oggi ho l’onore di ricoprire il ruolo di Presidente nazionale. Inoltre, sono consigliere della FICC, la federazione internazionale, il che mi consente di portare il punto di vista dei campeggiatori italiani anche a livello globale.
Camper Professional – Che Federazione ha trovato al momento del suo insediamento?
Emanuele Paolicelli – Ho trovato una Confederazione solida, in buone condizioni sia dal punto di vista strutturale che organizzativo. Una realtà storica, con valori forti e consolidati nel tempo. Allo stesso tempo, ho percepito la necessità di un aggiornamento. La storia è un patrimonio fondamentale e non va mai messa in discussione, ma è evidente che il mondo cambia e anche le organizzazioni devono evolvere. Federcampeggio ha punti di forza intramontabili, ma ci sono aspetti che devono essere adeguati ai tempi, per continuare a essere un punto di riferimento nel panorama del turismo itinerante.
Camper Professional – Qual è oggi il valore aggiunto per un campeggiatore nell’essere parte di un club aderente a Federcampeggio?
Emanuele Paolicelli – Appartenere a un club significa prima di tutto entrare in una comunità. E, nel nostro caso, in una grande famiglia con una lunga storia e una dimensione importante, che permette di avere un peso anche nei rapporti istituzionali e nel dialogo con il territorio. Per il singolo campeggiatore, soprattutto se neofita, il club rappresenta un punto di ingresso fondamentale: è una realtà che “ti prende per mano”, ti accompagna nelle prime esperienze, ti coinvolge in attività, raduni, viaggi, escursioni. Allo stesso tempo, il club beneficia dell’appartenenza alla Confederazione, che rafforza la sua capacità organizzativa e il suo potere contrattuale. È un sistema che funziona in entrambe le direzioni: il club cresce grazie alla rete nazionale e la Confederazione cresce grazie ai suoi club.
Camper Professional – Il club è anche un importante presidio territoriale…
Emanuele Paolicelli – Assolutamente sì. Il club è un presidio fondamentale sul territorio, ma è anche un ponte tra il mondo dei campeggiatori e le amministrazioni locali. In molti casi, sono proprio i club a contribuire alla nascita di aree di sosta o a gestirle direttamente. Mi permetto però di aggiungere un elemento: il valore di un club dipende molto dalle persone che lo guidano. Il presidente e il direttivo svolgono un ruolo centrale. Io considero il presidente di un club una figura quasi “eroica”: è una persona che, su base volontaria, dedica tempo, energie e spesso anche sacrifici personali per organizzare attività, gestire relazioni, risolvere problemi. Non è un compito semplice. Per questo motivo, uno degli obiettivi del nostro mandato è proprio quello di supportare i club e i loro dirigenti. Abbiamo già iniziato a organizzare webinar, soprattutto sui temi legati alla riforma del Terzo Settore, per aiutare le associazioni a orientarsi tra normative e nuovi modelli organizzativi.
Camper Professional – In che modo intendete supportare concretamente i club?
Emanuele Paolicelli – Stiamo lavorando su più livelli. Da un lato, formazione e supporto: webinar, incontri, strumenti operativi per aiutare i presidenti e i direttivi a gestire meglio le attività, dalla parte normativa fino all’organizzazione pratica di eventi e raduni. Dall’altro, vogliamo affiancare i club anche nella programmazione, organizzando direttamente eventi nazionali e internazionali, anche grazie alla nostra appartenenza alla FICC Questo non sostituisce il lavoro dei club, ma lo integra e lo rafforza. Organizzare un raduno, per esempio, significa interfacciarsi con amministrazioni, pro loco, guide, strutture ricettive: è un lavoro complesso. Sapere di avere alle spalle una struttura nazionale che supporta e coordina può fare la differenza. Il nostro obiettivo è chiaro: fare in modo che nessun club si senta solo e che ogni presidente abbia gli strumenti per svolgere al meglio il proprio ruolo.

Camper Professional – Come è cambiato il mondo associativo negli ultimi anni? Quali sono le principali criticità?
Emanuele Paolicelli – La criticità principale è la frammentazione. Nel nostro settore si è verificata una dispersione eccessiva, che rischia di indebolire la rappresentanza complessiva. Il turismo itinerante, nonostante i numeri economici importanti, è ancora percepito come marginale da alcuni attori del settore turistico. Se a questo si aggiunge una frammentazione interna, il rischio è di perdere peso e capacità di incidere. Per questo credo sia importante lavorare verso una maggiore collaborazione tra le diverse realtà. Non serve un’unica entità, ma servono sinergie. E devo dire che qualcosa in questo senso sta iniziando a muoversi.
Camper Professional – Quando parla di modernizzazione dell’ente, a cosa si riferisce concretamente?
Emanuele Paolicelli – Il primo ambito è la comunicazione. Comunicare bene è fondamentale, sia verso l’esterno sia verso l’interno. Serve a raccontare in modo corretto e trasparente ciò che siamo, ma anche a far comprendere agli stessi soci il valore dell’organizzazione di cui fanno parte. La comunicazione non deve essere celebrativa, ma autentica, credibile, capace di dare la giusta dimensione della realtà.
Camper Professional – Quali sono invece le principali difficoltà in questa fase di rinnovamento?
Emanuele Paolicelli – La sfida è trovare un equilibrio tra complessità e semplicità. Da un lato, Federcampeggio è una struttura articolata, che deve rispettare normative e requisiti formali. Dall’altro, deve essere in grado di comunicare e dialogare in modo semplice con le persone. Conciliare questi due aspetti è una delle sfide principali.
Camper Professional – Tra le iniziative previste ci sono anche nuovi progetti legati alla qualità e all’accoglienza. Ce li può spiegare?
Emanuele Paolicelli – Stiamo lavorando su un sistema di riconoscimenti che abbiamo chiamato “Stella d’Oro”. Si tratta di tre ambiti principali:
una Stella d’Oro generale, per personalità che si distinguono nel settore;
una Stella d’Oro di eccellenza, destinata alle strutture turistiche che rispettano determinati standard qualitativi (accoglienza, sostenibilità, servizi);
una Stella d’Oro di accoglienza, rivolta soprattutto a enti pubblici e territori che dimostrano particolare attenzione verso il turismo itinerante.
L’obiettivo è duplice: valorizzare le eccellenze e stimolare un miglioramento continuo del sistema.
Camper Professional – Qual è, in sintesi, la visione che guida il suo mandato?
Emanuele Paolicelli – Mettere al centro le persone. Il campeggio è una forma di turismo che ha una dimensione umana e relazionale fortissima. Parliamo di famiglie, di condivisione, di libertà. Il nostro obiettivo è promuovere un turismo consapevole, organizzato e di qualità, mantenendo sempre centrale questa dimensione. Perché è proprio questo che rende unico il nostro mondo.

