Per Stellantis il camper è un settore strategico
Dalla centralizzazione globale di Stellantis Pro One al rafforzamento della leadership nelle basi camper: Eric Laforge racconta la strategia di Stellantis per il settore dei veicoli ricreazionali. Al centro, continuità industriale, dialogo continuo e sviluppo congiunto con gli allestitori e un approccio pragmatico alla transizione energetica
Testo di Antonio Mazzucchelli
Eric Laforge è uno dei manager più esperti e riconosciuti nel panorama europeo dei veicoli commerciali e del settore automotive. Con oltre trent’anni di carriera iniziata in FIAT Auto nei primi anni ’90, ha costruito un percorso internazionale che lo ha portato a ricoprire ruoli di crescente responsabilità tra Francia, Italia e i principali mercati europei. Nel corso della sua carriera ha guidato attività commerciali strategiche e business unit chiave, diventando CEO di FIAT Chrysler Automobiles in Svizzera e Germania, per poi assumere incarichi centrali nello sviluppo delle attività di MOPAR e dei veicoli commerciali leggeri. Negli anni più recenti ha avuto un ruolo determinante nella crescita e nel posizionamento di FIAT Professional e delle attività LCV in Europa. Dopo un’esperienza più recente in un altro gruppo automobilistico, Laforge è tornato in Stellantis assumendo dal 1° gennaio 2026 la responsabilità globale di Stellantis Pro One, la business unit dedicata ai veicoli commerciali che riunisce sei marchi del Gruppo. I nostri lettori hanno già avuto modo di conoscere Eric Laforge in una nostra intervista pubblicata nell’agosto 2020, nella quale aveva condiviso la sua visione sullo sviluppo del settore dei veicoli ricreazionali e sul ruolo strategico delle basi meccaniche nel mondo camper. Oggi torna a parlarci in una fase in cui il Gruppo sta rafforzando con decisione il proprio impegno in questo comparto, sempre più centrale anche per la business unit Stellantis Pro One.
Camper Professional − Con la creazione, due anni fa, dell’hub globale di Stellantis Pro One avete centralizzato funzioni chiave come ingegneria, prodotto, marketing. In che modo questa nuova organizzazione ha cambiato concretamente il modo in cui Stellantis sviluppa e gestisce il business camper a livello globale?
Eric Laforge − È chiaro che questa nuova struttura di Pro One, creata circa tre anni fa, ha portato benefici concreti. Abbiamo centralizzato a livello globale alcune funzioni chiave, come l’ingegneria e il prodotto, e questo ci consente di essere più rapidi nei processi decisionali, oltre a garantire una maggiore coerenza a livello globale. Ci permette anche di avere un approccio più uniforme nell’ascolto dei clienti, indipendentemente da dove si trovino, considerando che spesso gli stessi clienti operano in più aree, per esempio tra Europa e Nord America. Nel mondo del camper, in realtà, questo approccio era già in parte presente: si trattava infatti di un business storicamente concentrato in Europa, con alcune presenze anche in Nord America e Australia. Il modello era stato introdotto già ai tempi di FIAT Professional e oggi lo abbiamo esteso a tutti i brand di Stellantis. Va detto che, nello specifico del settore camper, i marchi maggiormente coinvolti restano principalmente FIAT Professional e Citroën.

Camper Professional − Nel primo trimestre del 2026 Stellantis Pro One ha registrato una crescita globale del 7%, con oltre 400.000 veicoli immatricolati. Questa crescita è stata trainata più dal recupero della domanda o da una vostra maggiore capacità industriale e organizzativa?
Eric Laforge − Non esiste mai una risposta univoca, non c’è un solo fattore, anche perché le diverse regioni presentano dinamiche molto differenti tra loro. Nel primo trimestre abbiamo confermato la nostra leadership: siamo il numero uno in Europa e in Sud America, il numero due nell’area Middle East & Africa e il numero tre in Nord America. L’incremento del 7% nei volumi non è legato a una crescita del mercato, che rimane piuttosto stabile, ma a una combinazione di fattori. Da un lato, alcuni prodotti sui quali sono stati fatti importanti interventi stanno entrando in una fase di piena maturità — penso, per esempio, alla re-introduzione del V8 nel RAM 1500 in Nord America. Dall’altro, c’è il lavoro svolto sulla nostra rete, che abbiamo spinto verso un maggiore livello di professionalizzazione.
Camper Professional − Stellantis è leader nel mercato europeo delle basi camper. Come intendete difendere e rafforzare questa posizione in uno scenario sempre più competitivo, in cui le difficoltà della supply chain nel periodo post-Covid hanno permesso ad alcuni competitor di guadagnare quote di mercato?
Eric Laforge − Il business dei camper per noi era, è e rimarrà strategico, in particolare su una piattaforma come quella che chiamiamo “X250”, su cui si basano Citroën Jumper, FIAT Professional Ducato, Peugeot Boxer e Opel Movano. Circa il 30% dei veicoli che produciamo in Europa viene convertito in camper. Abbiamo due stabilimenti coinvolti nella produzione, Gliwice e Atessa, e il mondo del camper rappresenta una parte importante dei volumi, in particolare nello stabilimento più piccolo. C’è però un aspetto fondamentale da comprendere quando si lavora con questo settore: non è un classico B2B. Noi forniamo un componente chiave – lo chassis – di un prodotto molto più complesso che è il camper, e per questo la continuità come partner è essenziale. Nel B2B tradizionale, un eventuale ritardo nella consegna può essere gestito, per esempio, con un’estensione del leasing o con un veicolo sostitutivo. Nel mondo del camper, invece, questo non è possibile: se non consegniamo gli chassis in tempo, la produzione dei nostri partner si ferma. Questo è un punto cruciale, quasi un’ossessione per noi. Non siamo sempre perfetti, ma è qualcosa che teniamo costantemente presente. Allo stesso tempo continuiamo a investire su un prodotto sempre più dedicato alle esigenze del settore. Un esempio concreto è il rilancio del motore 160 cavalli, che era stato interrotto qualche anno fa e che abbiamo reintrodotto proprio su richiesta del mondo camper. Abbiamo inoltre sviluppato soluzioni specifiche come gli ADAS sugli chassis destinati ai motorhome, cioè i camper integrali. Parallelamente, stiamo lavorando su servizi di vendita e post-vendita dedicati, perché non basta avere una piattaforma nata per il camper: è fondamentale costruire un ecosistema completo, fatto di rete e servizi a supporto dei nostri partner. Per quanto riguarda gli ADAS, sui camper van sono sostanzialmente gli stessi dei veicoli commerciali tradizionali. Quando invece si parla di chassis destinati ai motorhome – quindi veicoli forniti senza carrozzeria completa – l’integrazione diventa molto più complessa, sia dal punto di vista tecnico sia funzionale.

Camper Professional − Il Ducato è storicamente legato allo stabilimento di Atessa in Italia, ma oggi la produzione è distribuita anche sul sito di Gliwice in Polonia. Come si articola oggi il bilanciamento produttivo tra Atessa e gli altri impianti e che ruolo strategico mantiene Atessa nello sviluppo delle basi camper?
Eric Laforge − Atessa è, e rimarrà, il nostro cuore storico e strategico per la produzione dei veicoli destinati al segmento camper. Il polo industriale di Gliwice ha invece un ruolo più complementare, permettendoci di gestire e redistribuire in modo più efficiente la produzione in funzione delle diverse aree geografiche. Gliwice produce esclusivamente van, quindi copre solo una parte dell’offerta destinata al mondo camper. Tutti gli chassis cabina e gli chassis destinati ai motorhome provengono invece da Atessa, così come una parte della produzione di van. Quando si tratta di servire determinati mercati, per esempio la Germania, può essere più conveniente utilizzare veicoli prodotti a Gliwice per una questione logistica. Tuttavia, per il mondo camper nel suo complesso, lo stabilimento di riferimento resta Atessa.
Camper Professional − All’interno della vostra comunicazione, il focus è chiaramente su un approccio multi-brand e globale, mentre nel mercato camper il Ducato continua ad avere un ruolo molto forte e riconosciuto. Come si conciliano queste due dimensioni e quale sarà, in futuro, il ruolo specifico del Ducato all’interno della vostra strategia nel segmento camper?
Eric Laforge − L’approccio multi-brand è molto importante perché rappresenta un vero punto di forza. Nel mondo dei camper, infatti, i clienti sono ancora molto legati al brand del veicolo base e alla rete che lo supporta, soprattutto nei cosiddetti mercati domestici. È quindi naturale che un Jumper o un Boxer, percepiti come prodotti francesi, possano essere preferiti dai clienti in Francia, così come un FIAT Professional Ducato in Italia. Per questo è fondamentale mantenere un approccio multi-brand, piuttosto che puntare su un unico marchio per i veicoli commerciali in Europa. Parlando proprio del Ducato, va sottolineato che è una delle soluzioni che proponiamo ai camper converter, ma non è l’unica: anche il Jumper, per esempio, è un modello di grande successo nel settore. Detto questo, il Ducato rappresenta la quota principale dei volumi e ha quindi un ruolo centrale nel mondo dei camper. È leader da molti anni ed è riconosciuto dal mercato come un vero e proprio punto di riferimento. In alcuni Paesi, come la Germania, il Ducato è percepito quasi come un brand a sé, talvolta anche più del marchio FIAT Professional. Ricordo che, nel periodo in cui ci incontrammo per la nostra precedente intervista nel 2020, il Ducato risultò, nel maggio di quell’anno, il secondo veicolo più venduto in assoluto in Germania dopo la Golf. Un risultato legato anche al boom del settore camper in quel periodo, quando la domanda di mobilità individuale era esplosa. Il Ducato è quindi un veicolo che ha costruito nel tempo una reputazione solida, basata su affidabilità, versatilità e capacità di adattarsi alle esigenze dei converter. Per noi rappresenta un asset strategico su cui continueremo a fare leva per rafforzare ulteriormente la nostra posizione nel segmento. Resta comunque fondamentale non dimenticare il ruolo degli altri brand, in particolare il Jumper, all’interno di una strategia che rimane pienamente multi-brand.

Camper Professional − Avete introdotto un nuovo modello di customer care dedicato al mondo camper, con un team specializzato, un numero unico per tutti i brand e una struttura centralizzata in Italia. In che modo questo approccio più specifico cambierà concretamente l’esperienza per il cliente finale e per i costruttori, e quali saranno gli indicatori chiave per valutarne l’efficacia nel tempo?
Eric Laforge − In realtà questo customer care esisteva già, ma nel tempo, con l’evoluzione dei mercati, era diventato sempre più locale e meno focalizzato sulle specifiche tipologie di utilizzo degli chassis che mettiamo sul mercato. Abbiamo quindi deciso di rilanciare un approccio dedicato al mondo camper per diverse ragioni. Innanzitutto perché rappresentava già un benchmark, ma anche perché il cliente camper è per definizione un utilizzatore itinerante, che si muove in tutta Europa e spesso anche oltre, e deve quindi essere supportato ovunque si trovi. Inoltre, non è un cliente “tipico” da veicolo commerciale: molto spesso ha aspettative più vicine a quelle di un cliente premium. Proprio per questo, avere un customer care dedicato e centralizzato ci consente di gestire in modo uniforme i casi clienti, con processi e standard comuni in tutti i mercati. È da qui che nasce la decisione di introdurre un servizio specifico per il mondo camper. Rispetto al passato, la novità è che questo servizio è accessibile sia al cliente finale sia agli allestitori di veicoli ricreazionali, per richieste che possono riguardare aspetti tecnici, omologazioni o disponibilità. Il team, basato nell’area di Milano, è formato appositamente per rispondere a entrambe le tipologie di interlocutori. Per quanto riguarda la valutazione dell’efficacia, i parametri sono quelli classici: la velocità di risposta, il livello di soddisfazione del cliente e la capacità di risolvere concretamente i problemi. Se non riusciamo a intervenire in modo rapido ed efficace, è evidente che l’esperienza complessiva ne risente – ed è proprio su questi aspetti che misuriamo le performance del servizio.
Camper Professional − Nel vostro recente intervento a MELVI (Meeting of the European Leisure Vehicle Industry) avete dedicato particolare attenzione al tema della gestione dei ricambi, spiegando di aver identificato le componenti più critiche per il mondo camper, ampliato il numero di fornitori per garantire una copertura più ampia e ricostruito gli stock dei ricambi a più alta rotazione, con l’obiettivo di portare la disponibilità fino al 93% entro il 2026. Può spiegare meglio questa strategia e quali saranno i fattori chiave per garantirne l’efficacia nel tempo?
Eric Laforge − Quando analizziamo le problematiche dei clienti, emerge chiaramente che le esigenze del mondo camper sono in parte diverse rispetto a quelle dei veicoli commerciali. Non si tratta sempre degli stessi componenti: i pezzi critici per un camper possono non esserlo per altri utilizzi. Per questo abbiamo condotto un’analisi approfondita, individuando i componenti più sensibili per il settore camper e intervenendo su più fronti. Da un lato, abbiamo ampliato la base dei fornitori, per ridurre il rischio di interruzioni legate a eventuali criticità di singoli partner. Dall’altro, abbiamo aumentato gli stock dei componenti specifici, così da garantire una maggiore continuità di approvvigionamento. L’obiettivo è raggiungere un livello di disponibilità pari al 93%. Si tratta di un traguardo che intendiamo conseguire progressivamente nel corso dell’anno e che rappresenta un impegno preciso che abbiamo assunto nei confronti dell’industria.
Camper Professional − Oggi esiste già una rete molto strutturata come FIAT Camper Assistance, con officine specializzate per il mondo camper. Nel vostro piano accennate a un’evoluzione verso una rete aftersales più ampia, integrata e multi-brand. In cosa si differenzierà concretamente questo nuovo modello rispetto a quello attuale?
Eric Laforge − Noi stiamo lavorando su due direttrici principali. La prima è offrire ai dealer del mondo camper la possibilità di intervenire non solo sull’abitacolo, ma anche sul telaio, ampliando quindi le competenze e i servizi disponibili. La seconda riguarda l’integrazione della rete: vogliamo consentire ai nostri dealer di operare in modo sempre più multi-brand, offrendo, per quanto possibile, i mandati dei diversi marchi Stellantis. Questo significa che, per esempio, un cliente con un veicolo base Citroën potrà essere assistito anche presso un dealer FIAT Professional, e viceversa.
Camper Professional − Il successo del Ducato nel mondo camper è stato costruito negli anni proprio su un’attenzione molto specifica alle esigenze dei costruttori, con uno sviluppo orientato a basi sempre più dedicate. Il programma “Dare Forward Motorhome” sembra proseguire in questa direzione: potete spiegarci quali sono i punti cardine di questa iniziativa e quale sarà il suo impatto concreto sullo sviluppo delle future basi camper?
Eric Laforge − Il programma “Dare Forward Motorhome” rappresenta l’evoluzione del nostro approccio verso i camper converter. Già con la piattaforma X250 dei Large Van li abbiamo coinvolti direttamente nello sviluppo del veicolo, integrando fin dall’inizio una serie di caratteristiche specifiche che altri competitor non avevano. Anche per la prossima generazione continueremo su questa strada: lavoreremo a stretto contatto con i camper converter, raccogliendo le loro esigenze, le richieste di evoluzione e i feedback sul prodotto attuale, valutando di volta in volta come integrarli nello sviluppo futuro. In realtà è un metodo che abbiamo già applicato con successo nello sviluppo del FIAT Professional Ducato e che continueremo a portare avanti. Una parte significativa delle richieste viene infatti incorporata direttamente nel veicolo, che resta quindi progettato insieme ai costruttori e per le loro esigenze. Questo significa che la piattaforma continuerà a essere sviluppata specificamente per il mondo camper. La storia ci ha insegnato che dobbiamo continuare su questa strada e facendolo ancora meglio.

Camper Professional − Avete indicato un obiettivo di elettrificazione completa entro il 2030, ma allo stesso tempo avete lasciato aperta la possibilità di mantenere motorizzazioni diesel in funzione delle esigenze del mercato. Nel segmento camper, dove entrano in gioco autonomia, infrastrutture e utilizzi specifici, significa che la transizione verso l’elettrico seguirà tempi e modalità diverse rispetto ad altri settori? E quale ruolo avranno, in questa fase, le soluzioni multi-energy?
Eric Laforge − Oggi disponiamo di tecnologie elettriche perfettamente adatte all’utilizzo tipico dei veicoli commerciali. Se pensiamo, per esempio, al last mile delivery, parliamo di percorrenze quotidiane intorno ai 100-120 km, per cui le autonomie attuali sono più che sufficienti.
Nel mondo camper, invece, lo scenario è diverso: ci sono clienti che affrontano lunghi viaggi magari poche volte l’anno, ma quando lo fanno percorrono grandi distanze in un’unica soluzione. In questo contesto, è evidente che le attuali soluzioni elettriche non sono ancora le più adatte. La tecnologia evolverà, ma oggi questo è il punto di partenza. Per questo abbiamo scelto un approccio progressivo e pragmatico alla transizione: l’elettrico avrà un ruolo sempre più importante, ma continuiamo a mantenere soluzioni multi-energy, includendo il diesel quando necessario, che oggi resta la scelta più diffusa e più adatta per il mondo camper. In futuro arriveranno nuove tecnologie, ma le adotteremo solo quando saranno realmente mature e risponderanno alle esigenze di utilizzo. Personalmente utilizzo un’auto elettrica e, nell’uso quotidiano, è perfetta: silenziosa, fluida, senza vibrazioni. Tuttavia, quando devo affrontare lunghi viaggi, richiede una pianificazione molto più attenta. E immagino che per un utente camper questo limite sarebbe ancora più evidente: con autonomie inferiori ai 200 km, affrontare un viaggio lungo, come per esempio da Parigi a Marsiglia, diventerebbe complesso. Per questo, almeno nel breve termine, il motore termico resta un elemento centrale della nostra strategia, affiancato da un percorso di elettrificazione che continuerà a svilupparsi nel tempo.
Camper Professional − Quali sono oggi i punti cardine della strategia di Stellantis Pro One per rafforzare il rapporto di fiducia all’interno della filiera e costruire partnership più solide con tutti gli attori del settore?
Eric Laforge − Trasparenza, dialogo continuo e pianificazione condivisa con i camper converter sono i punti cardine della nostra strategia. A questo si aggiunge un team dedicato, basato principalmente a Torino, che lavora stabilmente sul mondo camper. La continuità della squadra è un elemento fondamentale: permette di costruire nel tempo una conoscenza reciproca molto solida e un rapporto di fiducia con i partner. Questo approccio facilita lo sviluppo del business e contribuisce in modo concreto a rafforzare le partnership all’interno della filiera.
