Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha scelto il Salone del Camper di Parma per ribadire l’attenzione del Governo nei confronti del turismo open-air e confermare la volontà di proseguire sulla strada degli investimenti nelle aree di sosta. Una visita che, nelle parole del ministro, non è stata soltanto istituzionale: “Per me è un grande piacere essere qui. Non avrei mai potuto mancare”, ha detto, definendo il Salone “una fiera importantissima” per un comparto che “sta molto a cuore al Ministero”.
Il ministro ha sottolineato innanzitutto il peso della manifestazione e del settore, ricordando i numeri del Salone: “107.000 visitatori, veicoli ricreazionali esposti e visitabili e 110.000 metri quadrati di esposizione”. Un appuntamento che ha definito “la fiera più importante del settore in Italia e la seconda in Europa dopo quella in Germania”.
32 milioni per le aree di sosta
Il punto centrale dell’intervento è stato però il sostegno al turismo itinerante. Il ministro ha ricordato l’impegno economico già assunto dal Ministero del Turismo: 32 milioni di euro destinati alla realizzazione di aree e piazzole di sosta, attraverso oltre 150 progetti distribuiti in 169 comuni italiani, per un totale di 4.375 piazzole.
Un investimento che, secondo il ministro, risponde a una precisa strategia nazionale. “Noi crediamo molto in questa forma di turismo”, ha spiegato, sottolineando anche la distribuzione territoriale degli interventi, con una presenza equilibrata tra Nord, Centro, Sud e Isole. Il turismo open-air, ha aggiunto, rappresenta infatti uno strumento particolarmente efficace per raggiungere alcuni degli obiettivi della politica turistica nazionale.
La strategia delle “4D”
Il ministro ha sintetizzato la strategia del Ministero attraverso quella che ha definito la “strategia delle 4D”. Il primo obiettivo è delocalizzare, per decongestionare le destinazioni turistiche più affollate. “Questa forma di turismo legata ai camper e ai caravan porta a una delocalizzazione,” ha spiegato, “perché porta a distribuire i flussi turistici al di fuori delle città più congestionate, che sono le città d’arte”.
La terza “D” riguarda invece la destagionalizzazione. Secondo il ministro, il turista open-air tende infatti a viaggiare anche al di fuori delle stagioni turistiche tradizionali, contribuendo così a distribuire i flussi durante l’intero arco dell’anno.
L’ultima è la digitalizzazione. “Il turista straniero in particolare che è attratto da questa forma di turismo ama pianificare con cura, con precisione anche tecnologica, la propria esperienza di viaggio”, ha osservato. Da qui la necessità, per l’Italia, di migliorare ulteriormente la propria capacità di accoglienza e di rendere l’offerta sempre più competitiva anche sotto il profilo digitale.
“Non è un turismo a bassa capacità di spesa”
Il ministro Mazzi ha poi affrontato uno degli stereotipi che ancora accompagnano il turismo in camper e caravan, quello secondo cui si tratterebbe di una forma di turismo caratterizzata da una bassa capacità di spesa. “Una cosa che va sicuramente smentita, e io lo faccio per primo,” ha affermato, sottolineando che gli utilizzatori di camper e caravan “portano ricchezza nel nostro Paese”.
Un messaggio particolarmente significativo per un comparto che da tempo cerca di far riconoscere il proprio peso economico all’interno dell’industria turistica italiana. Il ministro ha inoltre richiamato il valore economico degli stessi veicoli ricreazionali, ricordando come molti siano «mezzi anche molto sofisticati e di grande valore economico».
“Continueremo” sulle aree di sosta
Interpellato sulla possibilità di dare continuità agli interventi sulle aree di sosta, il ministro è stato netto: “Sì, sicuramente sulle piazzole continueremo”. Una conferma che ha ricondotto a una scelta precisa del Ministero e del Governo: “Noi sosterremo sempre questa forma di turismo: questa è una precisa scelta del Governo Meloni”.
Ancora più significativa la risposta alla domanda sulle risorse del bando per le aree di sosta. Dei 32 milioni previsti, infatti, risultano erogati circa 22,7 milioni di euro. Che fine faranno le risorse rimanenti? La risposta di Mazzi è stata chiara: “Sicuramente ci concentreremo per far sì che tutte le risorse che erano previste arrivino a chi devono arrivare”.
