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“Perché siamo camperisti?” La risposta in una ricerca di PleinAir e Università del Salento

PleinAir e l’Università del Salento hanno disegnato un ritratto del camperista italiano attraverso la ricerca “Perché siamo camperisti? Habitus, aspettative e pratiche nell’universo del camperismo italiano”, realizzata la scorsa primavera su un campione di 3.000 persone che hanno compilato un questionario. I dati, presentati al Salone del Camper di Parma, sono considerati ancora provvisori, visto che estrazione e analisi sono appena iniziate. Le evidenze sono interessanti, anche se va sottolineato che il campione di riferimento è costituito da lettori della rivista, quindi non necessariamente rappresentativo dell’intero universo degli amanti del turismo all’aria aperta.

“Questa è un’indagine sui ‘camperismi’ che cerca di indagare sui motivi che spingono verso questo tipo di vacanza, dalla scelta del veicolo a quella delle mete”, ha detto Marcella Pedroni, segretario generale di Fiere di Parma, nel suo intervento di benvenuto alla presentazione della ricerca. L’evento è stato moderato da Michela Bagatella, caporedattrice di PleinAir.

Bruno Andrea Ciattini

“La domanda essenziale è capire quali sono le esigenze e i bisogni del camperista”, ha aggiunto Bruno Andrea Ciattini, direttore responsabile di PleinAir, ricordando che si tratta di un giornale che ha alle spalle oltre 50 anni di storia e che è leader di mercato con 48 mila copie vendute ogni mese. Oggi, per altro, non si parla più di una rivista, ma di un “sistema PleinAir”, che prevede un’offerta completa e multicanale: versione digitale del giornale (10mila lettori), sito web, app mobile (50mila installazioni), PleinAir Club (75mila iscritti), social media (100mila follower), newsletter (60mila iscritti), podcast e collaborazione con la RAI per la trasmissione Camper.

Un mondo complesso e affascinante

È da questo bacino che è emersa l’indagine curata dall’Università del Salento. “Questa ricerca è nata da una sorta di curiosità intellettuale per questo mondo complesso e affascinante”, ha affermato Angelo Salento, Professore di Sociologia Economica dell’Università del Salento. “È nata spontaneamente durante le lezioni, parlando di nuove forme di turismo. Il camperismo è stato un po’ trascurato, ma questo è un universo sociale molto composito e variegato. E parliamo anche di un settore cruciale, al centro di trasformazioni economiche e culturali che incontrano i temi della sostenibilità e del benessere in un’epoca di policrisi”.

La popolazione camperistica presenta due grandi “famiglie”: da una parte, una popolazione con una vocazione più intellettuale, alla ricerca di tranquillità e di nuove scoperte che tende a viaggiare fuori da qualsiasi comitiva, con un camper tendenzialmente poco accessoriato e desidera sostare in area camper o in sosta libera. Dall’altra, una popolazione più propensa al fai-da-te, che più spesso viaggia in comitiva, preferendo camper più grandi e accessoriati e ha una propensione maggiore per campeggi e per soluzioni di sosta comode.

Dall’indagine emerge anche che gli odierni “veterani” del camperismo sono i “pionieri” di questo grande movimento e che il camperismo tende a diventare una pratica a trasmissione intergenerazionale: i più giovani hanno ereditato questa passione dalla famiglia.

Cultura e ricerca della libertà

La popolazione dei camperisti ha un tasso notevolmente elevato di scolarizzazione: il 27% è laureato, il 41% ha un diploma di licenza superiore, più di 1 su 100 ha un dottorato di ricerca. Il ventaglio di aspettative e desideri espressi dai camperisti è variegato. Tuttavia, prevalgono aspettative di libertà, attenzione alla sostenibilità, ricerca di essenzialità.

I possessori di camper ne fanno tendenzialmente un uso intensivo: coloro che utilizzano il camper almeno una volta al mese sono il 72%. In netta prevalenza i camperisti viaggiano in coppia o in famiglia, ma lo spostamento in comitiva ha comunque una dimensione significativa. Anche la varietà delle destinazioni è molto ampia. Emerge in maniera evidente una propensione a frequentare i borghi, seguiti dalla ricerca di intrattenimento e wellness. Da segnalare che un buon 30% viaggia con uno o più cani al seguito.

Fra gli spazi utilizzati per la sosta, l’area camper risulta la soluzione più scelta dal campione (quasi l’80%): si tratta di spazi organizzati e di qualità, ma economicamente accessibili. Fra gli elementi di attenzione dei camperisti prevalgono quelli di ordine economico e materiale: tra questi la ricerca di una sosta adeguata e la paura di danneggiare il mezzo. Quanto all’assetto del camper per la partenza, la popolazione dei camperisti si divide sostanzialmente a metà, fra chi parte con il camper ben rifornito e chi preferisce viaggiare “leggero” e rifornirsi strada facendo approfittando di quanto i territori visitati hanno da offrire.

Verso la giusta dimensione

Fra gli accessori, la priorità assoluta che emerge è il pannello fotovoltaico, seguito da altri “indispensabili” come il tendalino e l’antifurto. Il segmento prevalente dei camper utilizzati è quello dei semintegrali, dei mansardati e dei motorhome: nel complesso, sono l’85%, ma è consistente la porzione di camperisti che tende a desiderare un camper più piccolo, guidabile, agile, provvisto di nulla più di ciò che serve. Ciononostante, il comfort resta una caratteristica importante.

Per il prossimo camper, i camperisti tendono al downsizing/rightsizing, per esigenze di sostenibilità economica e di qualità della vacanza. La quota di chi cerca maggiori dimensioni e prestigio si fa residuale. Oltre il 50% dei possessori di motorhome, mansardati e semintegrali desidera un camper meno grande e più sostenibile. È consistente la propensione al camper puro/van.

Francesco Tapinassi, Direttore di Toscana Promozione Turistica, ha sottolineato il grande lavoro che la sua Regione fa per il turismo. Uno specifico Osservatorio permette di analizzare le abitudini dei turisti in modo dettagliato, come nemmeno l’ISTAT riesce a fare. “È importante infatti capire se l’offerta è in sintonia con le esigenze e i valori che sono stati espressi anche questa mattina,” ha detto Tapinassi, sottolineando anche come la Toscana sia un territorio che ha il tema della sostenibilità sempre in primo piano.

Più tempo libero che semplice vacanza

A chiudere l’evento di presentazione della ricerca “Perché siamo Camperisti” è stata Ludovica Sanpaolesi, Direttore Generale di APC. “Ci troviamo di fronte a un cambiamento molto forte dei nostri utenti,” ha detto. “Oggi il camperista si pone davanti al concetto camper non più con solo l’idea della vacanza in testa, ma con il concetto di tempo libero. Questo ha rivoluzionato tutto, perché usare il camper significa non solo fare le due o tre settimane di vacanza, ma poter partire in qualsiasi momento. Questo si traduce nella richiesta di mezzi più stretti e più corti: in Europa metà dei veicoli è del tipo furgonato, e non è solo una questione economica, ma di utilizzo. Chi privilegia il tempo libero preferisce un veicolo versatile, mentre chi ha più possibilità di muoversi per periodi lunghi chiede maggiore comfort”.

Secondo Sanpaolesi non vanno poi trascurati il capitolo dello smart working (“Oggi non è una leggenda metropolitana, ma una realtà”) e quello della destagionalizzane, perché il concetto di tempo libero ci porta anche in queste direzioni.

Foto di apertura di Luca De Gennaro, redazione PleinAir: da sinistra Francesco Tapinassi,  Angelo Salento, Ludovica Sanpaolesi, Bruno Andrea Ciattini e Michela Bagatella