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Salone del Camper, il mercato cresce. Foti: “Da superare l’ingiustizia della tassazione per le persone con disabilità”

È stata inaugurata oggi a Fiere di Parma la 17ª edizione del Salone del Camper, un’edizione che arriva al termine di una stagione positiva per il mercato italiano e che ha portato sul palco anche alcuni temi di particolare rilievo per il futuro del settore: infrastrutture, ricadute economiche sul territorio, comunicazione e, soprattutto, accessibilità e fiscalità dei veicoli destinati alle persone con disabilità.

Proprio quest’ultimo tema è stato rilanciato con forza dal ministro Tommaso Foti nel suo intervento conclusivo. Nel passaggio più significativo, il ministro per gli Affari Europei PNRR e Politiche di Coesione ha affrontato direttamente la questione della diversa disciplina fiscale applicata ai camper e alle caravan acquistati da persone con disabilità rispetto alle autovetture: “Che le persone affette da disabilità debbano avere una tassazione per quanto riguarda l’acquisto di camper e caravan diversa da coloro i quali acquistano delle normali auto […] è un’ingiustizia profonda e di principio che da cittadino, prima ancora che da ministro, ritengo che debba essere superata”.

Un’affermazione particolarmente importante, perché arriva direttamente dal ministro e introduce nel dibattito istituzionale del settore un tema che riguarda non soltanto la fiscalità, ma anche il diritto alla mobilità e all’accessibilità del turismo itinerante. Foti ha inserito la questione nel più ampio quadro delle “situazioni anche normative” sulle quali, a suo giudizio, occorre “mettere un po’ ordine”, dopo aver sottolineato come il settore abbia ormai raggiunto dimensioni tali da meritare una maggiore attenzione da parte delle istituzioni.

La presa di posizione del ministro arriva peraltro su un tema per il quale Assocamp si batte pubblicamente da tempo. L’associazione dei concessionari chiede infatti da diversi anni l’estensione dell’IVA agevolata al 4% all’acquisto degli autocaravan per le persone con disabilità, comprese le eventuali spese necessarie per l’adattamento del veicolo. La prima iniziativa formale risale al 2021, quando Assocamp si fece promotrice della richiesta presso il Ministero competente; nel 2023 l’associazione rilanciò la campagna con una raccolta firme e negli anni successivi ha continuato a sensibilizzare le istituzioni sul tema.

La richiesta nasce dalla constatazione che l’agevolazione IVA al 4% prevista per determinate categorie di veicoli destinati alle persone con disabilità non comprende gli autocaravan. Per Assocamp, questa esclusione rappresenta una disparità difficilmente giustificabile, considerando che il camper può garantire alle persone con disabilità non soltanto opportunità di vacanza, ma anche continuità delle abitudini familiari, libertà di movimento e autonomia. La dichiarazione di Foti assume quindi un particolare rilievo anche alla luce di questa lunga azione di sensibilizzazione.

Un mercato europeo che continua a crescere

A introdurre i numeri del comparto è stato Gianguido Cerullo, presidente di APC – Associazione Produttori Caravan e Camper, alla sua prima inaugurazione del Salone nel nuovo incarico. Nel 2025 il mercato europeo ha raggiunto circa 160.000 nuove immatricolazioni di camper, che salgono a circa 220.000 veicoli considerando anche le caravan. Si tratta, ha sottolineato Cerullo, di un risultato particolarmente significativo alla luce del contesto internazionale e soprattutto di un trend positivo che prosegue ormai da circa un decennio.

Anche l’Italia ha chiuso la stagione 2025/2026 con un risultato positivo. I dati presentati da APC, relativi al periodo 1° settembre 2025-31 agosto 2026, parlano di 8.144 camper immatricolati, contro i 7.760 della stagione precedente: una crescita del 4,95%. Il risultato conferma il recupero del mercato italiano dopo gli anni più difficili e porta le immatricolazioni nuovamente sopra quota 8.000 unità.

Italia terzo produttore europeo, oltre l’80% della produzione destinata all’export

Il presidente APC ha ricordato anche il peso industriale del comparto. L’Italia è il terzo Paese produttore di camper in Europa e oltre l’80% della produzione nazionale viene esportato. APC evidenzia inoltre una produzione italiana nell’ordine di 27.000 nuovi camper all’anno e un valore dell’export che Cerullo ha quantificato in circa 1,2 miliardi di euro. Un dato che, secondo il presidente, deve essere letto insieme all’indotto generato dalla filiera: produttori, componentisti, concessionari e tutti gli operatori che contribuiscono alla costruzione, distribuzione e utilizzo del veicolo.

È proprio questa dimensione industriale, insieme a quella turistica, ad aver caratterizzato l’apertura della manifestazione. Franco Mosconi, presidente di Fiere di Parma, ha sottolineato come il Salone rappresenti “l’ideal tipo” delle manifestazioni organizzate dalla Fiera: un settore industriale importante, fortemente radicato nel territorio e caratterizzato da numeri di export rilevanti, ma con un indotto ancora più consistente.

Mosconi ha inoltre annunciato che il piano industriale recentemente rinnovato da Fiere di Parma prevede, nell’espansione a sud del quartiere fieristico, una grande area camper, oltre a spazi destinati alle manifestazioni che necessitano di prove sul campo. L’espansione, ha precisato, non comporterà consumo di suolo.

Il camper vale anche per l’economia dei territori

Uno degli elementi più interessanti emersi dalla presentazione APC riguarda la dimensione economica del turismo itinerante. Il camper, ha spiegato Cerullo, non viene più utilizzato esclusivamente per la vacanza tradizionale: tempo libero, attività sportive, viaggi last minute, lavoro da remoto, rapporto con la natura e possibilità di viaggiare con il proprio animale domestico sono tutti elementi che stanno ampliando le occasioni di utilizzo del veicolo.

E questa maggiore flessibilità produce una ricaduta diretta sui territori. Secondo i dati citati da APC, la spesa media è di circa 65 euro al giorno per persona sul territorio visitato, considerando acquisti, alimentazione, attività culturali e ricreative e altri servizi.

La presentazione APC quantifica inoltre in oltre 6,5 milioni i camper e caravan circolanti in Europa e in oltre 20 milioni le persone che viaggiano con un camper di proprietà. Il potenziale per l’incoming italiano, secondo l’associazione, è particolarmente significativo soprattutto considerando i grandi mercati europei “vicini di casa”: Germania, Francia, Belgio, Olanda e Svizzera.

Aree di ospitalità e infrastrutture: la prossima sfida

Il tema delle infrastrutture è emerso in tutti gli interventi. Cerullo ha ricordato il recente bando del Ministero del Turismo che ha consentito di sostenere la realizzazione di nuove aree di sosta in numerosi comuni italiani, sottolineando però la necessità di proseguire su questa strada.

Il ministro Foti ha insistito sulla necessità di aumentare l’offerta di piazzole e servizi, mettendo in guardia anche dall’immagine negativa che talvolta accompagna il camper. “Salone non è saloon”, ha osservato, sottolineando l’importanza di una politica di comunicazione capace di spiegare correttamente il fenomeno alle amministrazioni e ai territori. E Foti ha messo in discussione persino la terminologia utilizzata: “Il vero errore è definirle aree di sosta”, ha detto, perché l’espressione non restituisce adeguatamente la natura dell’offerta e dei servizi che questi spazi dovrebbero fornire.

Tra questi servizi c’è ormai anche la connettività, indispensabile per un turismo che sempre più spesso si intreccia con lo smart working. Il ministro ha ricordato in questo senso gli interventi del PNRR sulle aree bianche e la necessità di assicurare una connessione veloce anche nelle aree più periferiche del Paese.

Un turismo che porta valore anche fuori dalle destinazioni tradizionali

Sulla stessa linea Alberto Aitini, presidente di APT Servizi Emilia-Romagna, che ha definito il camper non semplicemente un mezzo di trasporto, ma “una filosofia di vita”, un senso di libertà e un modo diverso di fare turismo e vivere i territori.

Per l’Emilia-Romagna, il turismo itinerante rappresenta in particolare uno strumento per distribuire i flussi anche verso borghi, aree interne e destinazioni meno conosciute. Aitini ha sottolineato come questa presenza turistica possa essere “nuova, diversa e anche più sostenibile”, ma richieda investimenti nella qualità dell’accoglienza, nelle infrastrutture, nei servizi e nelle aree camper.

Una prospettiva condivisa anche da Foti, secondo cui il cambiamento delle abitudini di viaggio sta rendendo l’albergo non più l’unica modalità di soggiorno e apre nuove opportunità anche per le aree interne.