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Turismo itinerante: borghi, natura e filiere locali guidano le scelte dei camperisti

Il turismo open-air italiano conferma la propria maturità e si presenta come un comparto sempre più rilevante non solo per l’industria del caravanning, ma anche per lo sviluppo turistico dei territori. A delineare il profilo del nuovo camperista è la survey “Il tuo stile di viaggio”, promossa dal Salone del Camper nel mese di aprile, che restituisce l’immagine di un viaggiatore evoluto, attento alla qualità dell’esperienza e sempre più orientato verso forme di turismo lento, sostenibile e diffuse sul territorio.

Dall’indagine emerge innanzitutto un dato significativo: oltre il 90% ha dichiarato di possedere un veicolo ricreazionale, mentre il 66% sceglie l’Italia come destinazione principale delle proprie vacanze. Il camper si conferma quindi non soltanto un mezzo per il tempo libero, ma una modalità stabile di viaggio, capace di generare ricadute positive sulle economie locali e di intercettare una domanda turistica meno concentrata sulle mete tradizionali.

Il camperista contemporaneo appare distante dagli stereotipi del passato. Non si tratta più soltanto di famiglie in vacanza durante la stagione estiva, ma di un pubblico trasversale per età, provenienza geografica e composizione del nucleo di viaggio. Due intervistati su tre viaggiano in coppia, mentre più di uno su quattro parte con il proprio cane. Cresce così il peso di segmenti come i pensionati attivi, i genitori i cui figli sono ormai usciti di casa, i professionisti che possono lavorare da remoto e, più in generale, di chi cerca nel veicolo ricreazionale una soluzione flessibile, autonoma e compatibile con ritmi di viaggio meno vincolati.

La ricerca di autenticità è uno degli elementi centrali del profilo emerso dal sondaggio. Il 75% degli intervistati indica la ricerca di paesaggi autentici tra le principali motivazioni di viaggio, mentre il 69% valorizza la libertà di esplorare. Il mare resta la meta preferita, scelto dal 52% dei rispondenti, ma piccoli borghi e montagna, entrambi al 35%, superano nettamente le città d’arte, indicate dal 17%. Il dato conferma l’interesse del camperista per destinazioni meno battute e per un rapporto più diretto con il territorio.

Questa tendenza assume un significato particolare nell’attuale dibattito sull’overtourism. Il camperista moderno tende infatti a distribuire la propria presenza anche fuori dai grandi attrattori turistici, contribuendo alla valorizzazione di borghi, aree interne e percorsi secondari. Non è un caso che il 54% degli intervistati cerchi cibo e prodotti a chilometro zero e che il 46,5% premi le strutture impegnate nel sostegno ai produttori e all’artigianato locale. Il turismo itinerante diventa così un possibile alleato per quei territori che faticano a entrare nei circuiti del turismo più tradizionale.

Per quanto riguarda il tema della sostenibilità, camperisti mostrano un approccio pragmatico e sempre più informato: il 76% dichiara di fidarsi di una struttura quando può riscontrare azioni concrete, mentre il 67% considera la sostenibilità un requisito ormai parte dell’offerta di base. La gestione virtuosa dei rifiuti è indicata dal 57% come primo criterio di scelta, a conferma di una sensibilità che guarda ai risultati misurabili più che alle dichiarazioni generiche.

Il contatto con la natura resta un elemento qualificante dell’esperienza open-air. Il 70% degli intervistati attribuisce massima importanza alla presenza di un contesto naturalistico integro. Anche il verde nelle strutture viene valutato soprattutto per la sua funzione concreta: ombra, refrigerio, qualità degli spazi esterni. Un’indicazione utile per campeggi, aree sosta e operatori dell’accoglienza, chiamati a investire in soluzioni coerenti con le aspettative di un pubblico sempre più attento.

In questo scenario si inserisce il Salone del Camper, in programma alle Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre 2026, in collaborazione con APC (Associazione Produttori Caravan e Camper). La manifestazione si conferma punto di riferimento per il settore in Italia e secondo appuntamento europeo per importanza, offrendo a produttori, operatori, destinazioni e viaggiatori un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del mercato.

I risultati della survey confermano dunque un’evoluzione profonda del camperismo italiano. Il camperista di oggi è un viaggiatore adulto, consapevole, legato alla libertà di movimento ma anche sensibile alla qualità dei luoghi, alla sostenibilità concreta e al valore delle economie locali. Per l’intera filiera, dai costruttori alle strutture ricettive, fino alle destinazioni, si tratta di un pubblico maturo e fidelizzato, capace di indicare alcune delle direzioni più interessanti per il futuro del turismo open-air.