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Uno studio inglese individua le criticità e promuove un outdoor più inclusivo  

La piattaforma di prenotazioni delle vacanze outdoor Pitchup.com, ha realizzato uno studio in collaborazione con Purple Goat, agenzia di marketing leader nel settore della disabilità, per comprendere quanto il campeggio sia effettivamente inclusivo.

Il sondaggio ha coinvolto oltre 2.000 partecipanti del Regno Unito, di diverse età e rappresentativi di tutte le categorie di disabilità, suddivisi tra “campeggiatori” (che hanno già sperimentato vacanze outdoor) e “non-campeggiatori” (che invece non hanno mai provato questo tipo di esperienza).

Facilitare l’accesso alle vacanze all’aria aperta per persone con disabilità è uno dei temi che il nostro giornale tratta spesso sostenendo la battaglia di Assocamp per ottenere che anche le autocaravan vengano inserite nella legge 104 per permettere alle persone con disabilità di acquistare un camper con l’Iva al 4 %. (https://camperprofessional.it/convegno-il-turismo-inclusivo-come-fattore-di-crescita-assocamp-ce/)

L’obiettivo dello studio inglese è stato quello di individuare le criticità delle vacanze in campeggio per una persona disabile – dagli ostacoli strutturali (presenza di scalini o bagni e parcheggi non facilmente accessibili) a quelli organizzativi (personale non adeguatamente preparato ad assistere clienti con disabilità) – per poi suggerire le migliori soluzioni da adottare e così ampliare il mercato a questa parte di clientela finora rimasta scoraggiata ed esclusa dall’outdoor.

Secondo lo studio di Pitchup.com, il costo della vacanza è l’elemento che incide maggiormente (indicato dal 65% degli intervistati), seguito dalla location (60% di voti) e dalla voce “strutture e servizi”, indicati da circa la metà degli intervistati. L’accessibilità ha raccolto il 45% dei voti, mentre le recensioni dei clienti sono rilevanti solo per il 18% degli intervistati.

Il campeggio è percepito diversamente dalle persone con disabilità a seconda delle esperienze già fatte: infatti, tra chi non è mai stato in campeggio, ben il 44% ritiene che la vacanza in campeggio sia inaccessibile (e tra questi, l’83% ha dichiarato che proprio l’accessibilità ha influenzato la decisione di non andare in campeggio); tra chi invece ha già sperimentato questo tipo di vacanza, solo il 16% condivide questo giudizio.

Chi è restio a prenotare una vacanza in campeggio, lo è soprattutto perché non ha a disposizione informazioni chiare e sufficienti circa l’accessibilità alla struttura di vacanza. Secondo lo studio, infatti, il 95% delle persone con disabilità troverebbe utile avere informazioni dettagliate su bagni e docce accessibili, parcheggi, ingressi e uscite, accesso al sito e posizione delle piazzole. Ci si chiede, in pratica, se le sistemazioni siano adeguate alle proprie esigenze ma anche se si possano incontrare problemi di comunicazione. In mancanza di informazioni chiare, chi ha una disabilità è portato a rinunciare alla vacanza in campeggio.

Dall’accoglienza con personale preparato all’abbattimento delle barriere architettoniche, ogni struttura può rendersi più attrattiva per chi ha delle disabilità.

È importante, per esempio, accogliere gli ospiti con un dettagliato tour della struttura e una panoramica di tutti i servizi offerti. Ovviamente si deve essere in grado di accogliere tutti i cani di assistenza e di disporre di uno staff preparato, capace di mettere in atto le procedure di primo soccorso e di evacuazione. E ancora, per aumentare il grado di sicurezza e autonomia dell’ospite, si devono garantire posti auto larghi almeno 2,4 metri, posizionati su terreno pianeggiante e vicino all’ingresso; ma anche fornire mappe e indicazioni chiare della struttura, offrire spazi tranquilli immersi nella natura per rilassarsi, posizionare panchine (idealmente ogni 50 metri), utilizzare colori contrastanti sulle superfici per assistere gli ospiti ipovedenti e, infine, ascoltare i feedback dei clienti per migliorare la customer experience.

Dallo studio è emerso anche che il 39% degli intervistati apprezzerebbe la presenza di foto delle caratteristiche di accessibilità e le recensioni degli utenti, mentre il 66% vorrebbe che tra i filtri di ricerca di una struttura ci fosse quello relativo all’illuminazione dei percorsi.

Alla luce di queste indicazioni, la piattaforma ha deciso di introdurre una serie di nuovi filtri per semplificare e velocizzare le ricerche degli utenti. Tra questi filtri ci sono: accesso senza gradini; percorso ben illuminato; terreno pianeggiante; apparecchi acustici; spazi silenziosi dedicati; bagni accessibili alle sedie a rotelle; parcheggi accessibili e molto altro.